
Da quando si è iniziato a calcolare il tempo, le datazioni , in Italia e nel mondo, hanno seguito calendari diversi. A lungo sotto la repubblica e poi l’Impero Romano gli anni furono contati “ab Urbe condita”, cioè a partire dalla fondazione della città, nel 753 a.C. Dal 46 a.C., poi, l’anno in cui Giulio Cesare fu pontefice massimo, la scansione dei mesi iniziò a seguire il calendario “giuliano”, basato sul ciclo delle stagioni.
Il conto degli anni che usiamo adesso, quello a partire dalla nascita di Cristo fu il monaco Dionigi il Piccolo, vissuto nel VI secolo, a inventare questo sistema per il mondo cristiano. Calcolò l’anno di nascita di Gesù in base alla morte di re Erode, da lui situata appunto 753 anni dopo la fondazione di Roma, e fece partire l’Era cristiana, divisa in 2 parti, indicate nelle date come d. C. cioè dopo Cristo, mentre gli anni precedenti, contati all’indietro, erano indicati come a. C. cioè avanti Cristo. Il calendario prese piede in tutta Europa, soprattutto grazie all’imperatore Carlo Magno, che lo diffuse nell’Impero Carolingio, ed Leggi Tutto