Aspettando il carnevale di Cento… di oggi e del tempo che fu

Da giovedì 24 febbraio a martedì 1 marzo 2022 – nel centro storico di Cento, presso Auditorium Pandurera e Gipsoteca Vitali:
Spettacoli e musica, visite guidate animate, laboratori d’arte, carnevale dei bambini, burattini, mostre fotografiche, sfilate di abiti gotici, letture animate e molto altro…, tante iniziative promosse da Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Cento, Fondazione Teatro ‘G. Borgatti’, Pro Loco Cento, Fondazione Don Giovanni Zanandrea onlus, Zona pastorale Cento e le associazioni Caracadama, Gipsoteca Vitali, Astrofili Centesi, Artecento, Associazione Tararì Tararera, VampireLab.
In programma in particolare nel sito del comune di Cento, www.comune.cento.fe.it e in sintesi, qui:
STORIE, POESIE, ZIRUDEL E CANTE ‘IL CARNEVALE”
Giovedì Grasso 24 febbraio 2022, ore 20.45 – Sala Zarri, Piazza Guercino– Serata di musica, poesia e dialetto a cura di CARACADAMA. Obbligo di Green Pass e mascherina. Per informazioni: informaturismo@comune.cento.fe.it.
INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA “C’ERA UNA VOLTA IL CARNEVALE…” ‘ Venerdì 25 febbraio 2022, ore 15.30 –
Leggi Tutto

In ricordo delle foibe , iniziative in vari comuni

  • Giovedì 10 febbraio è il Giorno del Ricordo, istituito per conservare e rinnovare “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale” (legge 30 marzo 2004/92).
    In occasione di questa giornata i Comuni della città metropolitana organizzano diverse iniziative: incontri, presentazioni di libri, proiezioni di video.
    – A Bologna mercoledì 9 febbraio (ore 17.30) al Centro studi didattica delle arti in via Cartoleria 9, è in programma la conferenza “Storie e memorie dell’Adriatico orientale” con Chiara Sirk, presidente del Comitato di Bologna dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
Leggi Tutto

Le divise militari nella storia. Tra costume e simbolo di appartenenza.

Per gli amanti della storia, anche nei suoi aspetti di costume, il sito Storia e Memoria di Bologna è stato aggiornato con la pagina dedicata a
Le uniformi del Museo del Risorgimento
l Museo civico del Risorgimento di Bologna conserva uniformi, o forse meglio sarebbe dire divise, che abbracciano il periodo che va dalla Rivoluzione Francese alla Seconda guerra mondiale. Nel periodo in questione, i termini uniforme e divisa indicavano aspetti completamente diversi di uno stesso argomento, mentre oggi c’è la tendenza a farne quasi un sinonimo. Già sul piano etimologico si può cogliere la differenza di significato tra i due sostantivi: – divisa è tutto ciò che serve a distinguere l’appartenenza del militare ad un’arma o corpo. Può essere quindi la foggia del copricapo piuttosto che il fregio da applicarvi o la filettatura di colore distintivo al bavero e ai paramani della giubba- uniforme invece è la foggia comune del vestiario che identifica il personale appartenente alle forze armate della nazione. Significa anche il rispetto e l’applicazione di quei principi di gerarchia, ordine e disciplina che regolano tutta la vita del militare.
La divisa militare nasce dall’esigenza di distinguere gli appartenenti all’esercito dai civili; esigenza che venne manifestandosi verso la fine del Cinquecento, Leggi Tutto

Giorno della memoria 2022. Tanti libri ed eventi per non dimenticare.

Ogni anno, il 27 gennaio, Giorno della Memoria, vengono commemorate le vittime dell’Olocausto (il 27 gennaio 1945,  le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz). La Libreria Universitaria – Unilibro- propone una selezione di libri, romanzi, saggi e biografie, che possono aiutare a non dimenticare la tragedia della deportazione degli ebrei e dei campi di concentramento nazisti. Elenco e dati di presentazione leggibili al link:
https://www.unilibro.it/libri/p/1777/giornata-della-memoria-romanzi-e-saggi-per-celebrare-e-non-dimenticare.
Il Museo ebraico di Bologna, via Valdonica 1-5, ha organizzato una serie di incontri, presentazioni di libri, spettacoli, un percorso di formazione e una mostra, dedicata ai GIUSTI IN EMILIA ROMAGNA- piccole e grandi storie di SALVATORI E SALVATI, a cura di Vincenza Maugeri e Caterina Quareni. Aperta dal 23 gennaio al 6 marzo, da domenica a giovedì ore 10-17,30; venerdì ore 10-15,30. sabato e festività ebraiche chiuso
Il programma degli eventi è leggibile al link
https://www.museoebraicobo.it/eventi/primo-piano/giorno-della-memoria-2022

Riparte la stagione teatrale di Agorà

La seconda parte della stagione teatrale Agorà condurrà, da gennaio a maggio, in un viaggio di spettacoli, laboratori, anteprime nazionali, incontri e progetti speciali, nei teatri e luoghi inediti e da esplorare del territorio degli otto comuni dell’Unione Reno Galliera.
E’ online il programma con tutti gli appuntamenti da gennaio a maggio.
I prossimi appuntamenti:
Sabato 29 gennaio | ore 21 Teatro Biagi D’Antona | Castel Maggiore (BO)
Lei conosce Arpad Weisz?
A cura di Menoventi – Per la giornata della memoria
Ingresso libero – Prenotazione consigliata
Sabato 5 febbraio | ore 21 Teatro A. Zeppilli – Pieve di Cento
Dati Sensibili: New Constructive Ethics -Teodoro Bonci del Bene
Il programma completo è leggibile sul sito   https://stagioneagora.it/cartellone/

E’ il compleanno della bandiera italiana. Cenni di storia

Oggi, 7 gennaio 2022, la bandiera tricolore italiana compie 225 anni.
Riteniamo utile rinfrescare la memoria della sua storia, riprendendo il testo pubblicato sul sito del Quirinale.
I Simboli della Repubblica – il Tricolore
Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”. Ma perché proprio questi tre colori? Nell’Italia del 1796, attraversata dalle vittoriose armate napoleoniche, le numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti adottarono quasi tutte, con varianti di colore, bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni, chiaramente ispirate al modello francese del 1790.
E anche i reparti militari “italiani”, costituiti all’epoca per affiancare l’esercito di Bonaparte, ebbero stendardi che riproponevano la medesima foggia. In particolare, i vessilli reggimentali della Legione Leggi Tutto

Filastrocche del tempo che fu

Repertori infantili di un tempo, in italiano. Gian Paolo Borghi
In un mio precedente articolo ho proposto diversi proverbi della tradizione popolare raccolti da scolari impegnati in una ricerca scolastica, all’inizio degli anni ’80, in una non identificata scuola elementare della campagna bolognese. Sempre da quei fogli sparsi trascrivo, in questa occasione, alcuni testi in massima parte in rima, in italiano, imparati a memoria dai nonni a scuola e da questi recitati ai nipoti, che li trascrissero. Non è neppure da escludere che le testimonianze siano state trasmesse anche da quei genitori che furono tra gli ultimi ad avere in dotazione un sussidiario: i materiali che presento, infatti, sono in buona parte di quella provenienza.
Il primo testo, in verità, richiama alla memoria anche documenti popolari meno recenti, probabilmente oggetto di traduzione italiana per favorirne una divulgazione a più ampio respiro; è una filastrocca, che veniva pure utilizzata come ninna nanna:
Din don, campanon,
quattro vecchie sul balcon,
una che fila, una che taglia,
una che fa i cappelli di paglia,
una che fa coltelli d’argento
per tagliar la testa al vento.

Il trascorrere dei giorni della settimana è invece scandito da questi versi in prosa, che si traducono in una sorta di nonsense:
Buon giorno, lunedì,
come stai martedì?
Benissimo, mercoledì,
va’ a dire al mio amico giovedì
di venire venerdì
nella sala di sabato
per desinare domenica.

I giorni della Leggi Tutto

Proverbi in dialetto, dalla famiglia alla scuola …. e ritorno

Proverbi dialettali raccolti in una ricerca scolastica degli anni ’80 del ‘900
Il nostro Gruppo di studi della pianura del Reno ha recentemente collaborato all’allestimento di un’aula scolastica d’epoca presso la scuola primaria di Castello d’Argile, che è stata oggetto di un efficace restauro. Questa attività, che ha pure appassionatamente coinvolto un gruppo coeso di giovani e l’intera comunità locale, mi ha richiamato alla memoria che tra le sempre più sconclusionate carte del mio archivio conservo diversi fogli sciolti di quaderni scolastici e – come si diceva un tempo – di fogli a uso protocollo con i risultati di una ricerca scolastica effettuata in una non meglio identificata scuola della pianura bolognese all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso. Probabilmente frutto di un’acquisizione in un mercatino locale dell’antiquariato, la raccolta di cui dispongo si compone di note sulle tradizioni di un tempo nelle nostre campagne, testi formalizzati di cultura popolare rilevati dai ragazzi di una quarta classe elementare, soprattutto in ambiti familiari: proverbi, filastrocche (in particolare del repertorio infantile), testi da libri di lettura o da sillabari (memorizzati da nonni o genitori), fiabe (in parte anche le sole formule finali), preghiere, modi di dire, indovinelli.
Ritengo utile proporre ai lettori alcuni di questi esempi, a testimonianza di una sempre Leggi Tutto

Pillole di storia della alimentazione bolognese dall’Ottocento ad oggi

Nel sito Storia e Memoria di Bologna si può scoprire la storia dell’alimentazione locale bolognese attraverso tante immagini, testi e documenti, dedicati in particolare a pane, pasta e riso.
Si possono trovare anche raccolte di ricette da scaricare e stampare, tra cui:
|-| Consigli di economia domestica del 1915:
https://www.storiaememoriadibologna.it/files/vecchio_archivio/certosa/c/consiglieconomiadome1915.pdf 
|-| Un amico nella cucina! Del 1955, con gustose ricette suggerite dalla pubblicità del Triplo brodo Garisenda….
https://www.storiaememoriadibologna.it/files/vecchio_archivio/certosa/t/triplobrodogarisenda.pdf
– Premessa-
Nell’Ottocento in Italia veniva spesa per l’alimentazione una quota molto rilevante delle entrate medie di una famiglia: quasi l’80% negli anni Ottanta e circa il 60% agli inizi del Novecento. Tale percentuale, notevolmente calata negli anni Cinquanta del XX secolo, sarebbe poi ulteriormente diminuita: ai Leggi Tutto

Il Sàvena abbandonato, storia di un fiume

La pubblicazione di un libro dedicato ad un corso d’acqua minore, finora poco conosciuto, è da salutare come un felice evento che arricchisce la conoscenza di un territorio come quello della pianura bolognese-ferrarese che ha una storia tutta impastata nella terra e nelle sue acque in un complicato intreccio di fiumi, torrenti e canali dal percorso mutevole, ora benefico, ora disastroso. Il libro è dedicato a
“Il Sàvena abbandonato”, scritto da Romolo Masi, e pubblicato a cura dell’Associazione culturale “Anima Altedi”, col supporto di Emilbanca.
A onor del vero questo corso d’acqua tanto sconosciuto non era, se il sommo poeta Dante lo citò nella sua Divina Commedia, nel canto XVIII dell’Inferno (vv. 58-63), per indicare i bolognesi come coloro che stanno “fra Sàvena e Reno”.
Sàvena, dunque, con accento rigorosamente sulla prima “a”, toponimo di derivazione etrusca dal semplice significato di “vena d’acqua”, prima torrente e poi canale, che dalla sorgente appenninica arriva alla Chiusa di S. Ruffillo presso Bologna, per confluire e finire nell Leggi Tutto